Da lunedì 1° giugno gli italiani iscritti all’AIRE, l’Anagrafe degli italiani residenti all’estero, possono chiedere la Carta d’identità elettronica anche in un qualsiasi Comune italiano. Finora, per chi viveva stabilmente fuori dall’Italia, il canale ordinario era quello consolare, con tempi e disponibilità legati agli uffici della propria circoscrizione. La novità è prevista dall’articolo 5 della legge n. 11 del 19 gennaio 2026, pubblicata in Gazzetta Ufficiale, e riguarda tutti i cittadini italiani residenti all’estero e regolarmente iscritti all’AIRE.
In pratica, un cittadino italiano che vive a Vienna, Londra, Buenos Aires o New York potrà approfittare di un viaggio in Italia per presentare la domanda in qualunque Comune, non necessariamente in quello di origine o di ultima residenza. Al momento della richiesta potrà scegliere se ritirare personalmente la CIE nello stesso Comune oppure farsela spedire all’estero, all’indirizzo di residenza. Le modalità di rilascio restano le stesse già previste per le domande presentate agli uffici consolari.
Il sottosegretario agli Esteri Massimo Dell’Utri ha presentato la misura come un modo per ridurre la burocrazia e rendere più semplice il rapporto tra lo Stato e le comunità italiane all’estero. Gli iscritti all’AIRE sono ormai più di 6,5 milioni, una popolazione più grande di quella di molte regioni italiane, distribuita tra grandi comunità storiche in Argentina e Brasile e mete europee come Svizzera, Germania, Francia e Regno Unito. Per una parte di loro, la possibilità di rivolgersi direttamente a un Comune italiano non elimina il ruolo dei consolati, ma aggiunge un canale in più in un sistema che spesso, per numeri e distanze, fatica a stare dietro alla domanda.
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