Otto pannelli illustrati, ciascuno di un colore diverso, allineati lungo un corridoio del Palazzo di Vetro, la sede dell’ONU a New York. È così che l’Italia si è presentata l’8 giugno alle Nazioni Unite, durante la diciannovesima Conferenza degli Stati parte della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità. Nella Settimana dedicata a quei diritti, la Missione italiana e il Ministero per le Disabilità hanno inaugurato l’esposizione sulla Carta di Solfagnano, documento conclusivo del primo G7 al mondo su inclusione e disabilità, ospitato dall’Italia nell’ottobre 2024. Ogni pannello racconta una delle otto priorità della Carta con un linguaggio visivo e una scrittura semplice, sotto un motto che attraversa la storia dei movimenti per i diritti: «Niente su di noi senza di noi».
«L’esibizione è molto semplice», ha spiegato la ministra Alessandra Locatelli. «Sono otto pannelli con una scrittura facile da leggere, che rappresentano le otto priorità della Carta di Solfagnano, declinate dalla Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità». Il documento, firmato dai ministri del G7 tra Assisi e Solfagnano, mette l’inclusione al centro dell’agenda politica e si ispira alla Convenzione adottata dalle Nazioni Unite vent’anni fa.
Per Locatelli la posta in gioco è un cambio di sguardo. «Parliamo di cambiare la prospettiva, di vedere in ogni persona le potenzialità e non i limiti», ha detto al pubblico riunito in sala. «Ma non lo diciamo soltanto, lo facciamo, e lo vogliamo dimostrare anche agli altri Paesi, per lavorare insieme e scambiarci buone pratiche». In Italia, ha ricordato, la riforma della disabilità è già legge e in attuazione in oltre metà delle province, con un approccio che mette la persona al centro e supera la frammentazione tra assistenza sociale e sanitaria.
Ad aprire la serata era stato l’ambasciatore Gianluca Greco, vice rappresentante permanente dell’Italia all’ONU, che ha definito la costruzione di società inclusive un impegno condiviso, capace di riguardare tutti. La ministra si è poi soffermata su una delle otto priorità, l’ultima, che in questa fase storica assume un peso particolare. «L’ottava priorità riguarda la protezione delle persone con disabilità durante le crisi ambientali e umanitarie, i conflitti armati e le emergenze di ogni tipo», ha sottolineato. «Servono protocolli condivisi, formazione e uno sforzo globale coordinato».
La giornata ha avuto anche un volto sportivo. Accanto alla ministra c’erano il Comitato Italiano Paralimpico, con il segretario generale Simone Rasetti, gli atleti di Special Olympics Italia e i protagonisti della danza paralimpica, insieme a una delegazione di associazioni del terzo settore arrivate dall’Italia. Tra le atlete attese al side event del 10 giugno, dedicato allo sport e alla piena partecipazione, c’è la pluricampionessa paralimpica Veronica Yoko Plebani. «Grande emozione stasera», ci ha detto Locatelli a margine dell’inaugurazione, «per la partecipazione degli atleti paralimpici italiani, di Special Olympics Italia e di tante associazioni che sono qui per dimostrare concretamente il loro lavoro».
Due idee tornano spesso nelle sue parole. La prima è quella di una vita piena, che passa anche dalla libertà di muoversi. «Io dico sempre: il diritto a una vita felice, prima di tutto, per tutti. E questo contempla poter scegliere di viaggiare, andare in vacanza, spostarsi liberamente», un principio già scritto nella Convenzione. La seconda è la fiducia che il lavoro comune possa allargarsi oltre i confini nazionali.
A ricordare le radici di quel percorso è stata Masumi Ono, capo della Sezione Inclusione sociale e partecipazione del Dipartimento per gli affari economici e sociali dell’ONU. «Quasi vent’anni fa i Paesi si sono uniti per adottare la Convenzione sui diritti delle persone con disabilità, un esempio di multilateralismo all’opera», ha detto, definendo la Carta di Solfagnano un tassello che ne rinnova l’impegno politico. Le otto priorità, dall’accessibilità alla vita autonoma, dal lavoro alla protezione nelle emergenze, mostrano secondo Ono il punto in cui le politiche incontrano le vite delle persone. Ora che la conferenza è arrivata alla diciannovesima sessione, ha aggiunto, il compito è collegare gli sforzi tra i Paesi tenendo le persone con disabilità al centro, con le Nazioni Unite pronte a sostenere ogni passo.
Prima del taglio del nastro è intervenuto anche Alessandro Susini, presidente dell’Unione Funzionari Italiani presso le Organizzazioni Internazionali (UFIOI), che ha salutato la ministra e il pubblico con un richiamo essenziale: «L’inclusione è una responsabilità che condividiamo tutti, per costruire una società in cui nessuno resti indietro».
Poi è arrivato il momento del taglio del nastro. La ministra ha invitato i presenti a unirsi al conto alla rovescia, e per qualche secondo, dentro un palazzo che parla tutte le lingue del mondo, alle Nazioni Unite si è contato in italiano: «Tre, due, uno». La mostra era aperta. «Se ci impegniamo tutti insieme per andare nella stessa direzione», aveva detto poco prima Locatelli, «possiamo cambiare in meglio non solo l’Italia, ma tutto il mondo». Al Palazzo di Vetro, ha promesso, attendono la delegazione italiana tre giorni intensi.
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