Dal primo luglio cambieranno parecchie cose a New York

A luglio a New York non cambiano solo gli orari delle spiagge, le abitudini della metropolitana o il numero di persone in fila davanti ai camioncini del cibo. Entrano in vigore anche alcune norme che riguardano diversi aspetti della città: gli appartamenti di lusso usati come seconda casa, gli autisti di Uber e Lyft, le guardie di sicurezza private, i venditori ambulanti e centinaia di migliaia di persone iscritte a un piano sanitario pubblico. Messe insieme raccontano bene una cosa: New York sta provando a fare cassa dove vede ricchezza inutilizzata, a regolare meglio alcuni lavori precari e, nello stesso tempo, deve gestire tagli federali che ricadono su persone con redditi bassi o medi.

Dal 1° luglio parte la nuova tassa sui pied-à-terre, cioè sulle case costose che non sono usate come residenza principale. È una misura discussa per anni e ora inserita nel bilancio dello Stato: riguarda esclusivamente immobili di alto valore nei cinque borough, spesso comprati come investimento o tenuti vuoti per buona parte dell’anno. La logica è che se un appartamento da molti milioni di dollari beneficia dei servizi della città ma non è la casa principale di chi lo possiede, il proprietario deve contribuire di più. Nella prima fase, il sistema sarà diverso per case unifamiliari o fino a tre famiglie, da una parte, e condomini e cooperative dall’altra, perché New York usa metodi di valutazione immobiliare molto complicati e non sempre vicini ai prezzi reali di mercato.

La tassa non riguarda chi vive nella propria casa, né chi affitta l’immobile con un contratto lungo a una persona che lo usa come residenza principale. Sono previste esclusioni anche quando la casa è occupata da familiari stretti del proprietario. È un punto importante, perché la misura viene spesso demonizzata come una generica tassa sulle seconde case, ma il bersaglio vero sono le proprietà di lusso non abitate stabilmente. Resta da vedere quanto sarà semplice applicarla: il Dipartimento delle Finanze dovrà stabilire quali immobili sono davvero “non-primary residences”, inviare avvisi ai proprietari e gestire eventuali contestazioni.

Sempre dal 1° luglio cambia la situazione di circa 450 mila newyorkesi iscritti all’Essential Plan, il programma sanitario a basso costo per persone che non hanno accesso a Medicaid o a un’assicurazione del datore di lavoro. A causa dei tagli e dei cambiamenti nei finanziamenti federali, non saranno più idonei gli iscritti con redditi familiari tra il 200 e il 250 per cento della soglia federale di povertà. Non significa che tutte queste persone restino automaticamente senza nessuna opzione, ma significa che dovranno cercare una nuova copertura sul marketplace dello Stato, spesso più costosa. Per molte persone, insomma, sarà questa la vera novità di luglio con cui fare i conti – letteralmente.

Per i venditori ambulanti di cibo, invece, luglio segna l’inizio di un allargamento atteso da anni. Il Dipartimento della Salute inizierà a offrire 2.200 nuove supervisory licenses all’anno per cinque anni, fino ad arrivare a 11 mila nuove possibilità di ottenere un permesso per lavorare con un carretto o un food truck. Le prime licenze andranno alle persone già presenti nelle liste d’attesa create nel 2022. È una riforma che riguarda halal carts, hot dog, pretzel, tacos, caffè, frutta tagliata. Per anni molti venditori hanno lavorato in una zona grigia, con troppo poche licenze rispetto alla domanda e un mercato parallelo di permessi affittati o ceduti informalmente. La nuova legge non risolve da sola il problema, ma prova almeno ad allargare la strada legale.

Il 28 luglio entra poi in vigore la legge sulle “wrongful deactivations” per gli autisti delle piattaforme di ridesharing ad alto volume, cioè servizi come Uber e Lyft. La norma impedisce alle piattaforme di disattivare un autista dopo il periodo iniziale di prova senza una giusta causa, una ragione economica documentata o un obbligo previsto dalla legge. In molti casi le aziende dovranno dare un preavviso e spiegare le ragioni della disattivazione; gli autisti potranno contestarla attraverso una procedura informale, rivolgersi al Department of Consumer and Worker Protection o avviare un’azione privata. Uber e Lyft hanno già fatto causa alla città per bloccare la legge, sostenendo che potrebbe limitare la loro capacità di rimuovere rapidamente autisti considerati pericolosi o coinvolti in frodi.

Lo stesso giorno entra in vigore anche la legge sugli standard retributivi delle guardie di sicurezza private, ma qui bisogna distinguere l’entrata in vigore della norma dal calendario degli obblighi economici. La legge stabilisce che i datori di lavoro dovranno garantire salari, ferie pagate e benefici integrativi almeno pari a quelli previsti per le guardie impiegate nei contratti pubblici della città sopra una certa soglia. La parte salariale inizierà dal 2027, mentre altri benefici arriveranno più avanti.

Queste norme non hanno tutte lo stesso peso e non avranno tutte lo stesso effetto immediato. La tassa sui pied-à-terre riguarda pochi proprietari molto ricchi, ma serve anche a mandare un messaggio politico sul costo degli immobili vuoti in una città con affitti altissimi e una cronica carenza di appartamenti. La riforma dei venditori ambulanti prova a regolarizzare un’economia che New York usa ogni giorno ma ha spesso lasciato ai margini. Le tutele per autisti e guardie di sicurezza spostano un po’ di potere verso lavoratori che di solito ne hanno poco. Il taglio all’Essential Plan, invece, va nella direzione opposta: restringe una copertura sanitaria che per molte famiglie era una delle poche cose semplici in un sistema complicato. Luglio, più che portare una singola grande legge, mette insieme queste contraddizioni.

L’articolo Dal primo luglio cambieranno parecchie cose a New York proviene da IlNewyorkese.

Torna in alto