Il 1° aprile Apple, l’azienda che produce, tra le altre cose, i MacBook e l’iPhone, compie cinquant’anni. Fondata nel 1976 da Steve Jobs, Steve Wozniak e Ronald Wayne, Apple ha scelto di trasformare l’anniversario in una serie di eventi distribuiti nei suoi store più simbolici nel mondo, mettendo al centro non tanto i prodotti quanto il loro utilizzo creativo. Avviato a metà marzo, il programma si sviluppa per diverse settimane e coinvolge artisti, musicisti, attori e attivisti, con l’obiettivo di mostrare come gli strumenti digitali possano essere integrati nei processi creativi contemporanei.
L’apertura si è tenuta il 13 marzo a New York, nello store di Grand Central Terminal, uno dei punti vendita più iconici del marchio. Qui Alicia Keys, cantante e produttrice vincitrice di 17 Grammy Awards, ha eseguito una selezione dei suoi brani sulla scalinata centrale dello spazio. La performance è stata registrata utilizzando i nuovi dispositivi della linea iPhone, in particolare il modello di ultima generazione iPhone 17 Pro, utilizzato come strumento di ripresa per sottolineare la qualità video raggiunta dagli smartphone. Keys, che negli ultimi anni ha collaborato più volte con Apple – dalla distribuzione in audio spaziale su Apple Music fino ai contenuti immersivi per Vision Pro – rappresenta un esempio di integrazione tra produzione musicale e tecnologie proprietarie dell’azienda.
L’uso di iPhone per girare filmati professionali è qualcosa su cui l’azienda ha spinto parecchio a partire già dai primi modelli. Il caso più citato è il film Tangerine di Sean Baker, girato interamente con iPhone 5s e presentato al Sundance Film Festival nel 2015. Qualche anno dopo, Steven Soderbergh ha realizzato due film con iPhone: Unsane e High Flying Bird. Negli anni successivi, altri registi e produzioni hanno seguito la stessa strada, anche in ambito non indipendente. Apple stessa ha commissionato cortometraggi e spot girati con iPhone, spesso affidati a registi già navigati, proprio per dimostrare di non temere concorrenza quando si tratta di utilizzare i propri dispositivi al posto delle telecamere professionali.
A Londra, nello store di Battersea Power Station, il focus si è spostato sulla scena musicale emergente. Nia Archives, tra i nomi più rilevanti della recente rinascita della jungle nel Regno Unito, ha raccontato il proprio processo creativo, fortemente legato all’utilizzo del software Logic Pro di Apple. La sua carriera è in generale molto legata alla visibilità ottenuta grazie ad Apple, ed in particolare al programma “Up Next” del 2022.
Up Next è un programma globale lanciato da Apple Music nel 2017 per individuare e sostenere artisti emergenti. Ogni mese (o ciclo) Apple seleziona un artista e gli costruisce attorno un pacchetto completo, comprensivo di visibilità editoriale nella piattaforma di Apple Music, contenuti video, interviste esclusive e promozione su radio, social e altri spazi dell’ecosistema Apple.
Sempre in ambito musicale, la band Mumford & Sons ha partecipato a un’intervista con Zane Lowe a Los Angeles, discutendo il loro ultimo album “Prizefighter”, arrivato al primo posto nelle classifiche britanniche. Zane Lowe è un disc jockey, conduttore radiofonico, conduttore televisivo e produttore discografico neozelandese, famoso soprattutto per la conduzione di programmi radiofonici e televisivi su BBC Radio 1 e su MTV.
Anche in Asia sono stati lanciati alcuni eventi, intrecciando la musica alla cultura locale: a Chengdu, in Cina, nello store Taikoo Li, Chris Lee – artista centrale nella scena cinese con oltre 260 premi e molto celebrata per la sperimentazione estetica – ha rappresentato il legame tra produzione musicale, estetica visiva e influenze digitali, citando esplicitamente la campagna Think Different come riferimento iniziale del proprio percorso.
Think Different è la campagna di Apple lanciata nel 1997, subito dopo il ritorno di Steve Jobs in azienda, e quando Apple era molto vicina al fallimento. Fu uno spot iconico che mostrava alcune figure celebri come Einstein, Gandhi e Picasso, presentati tutti come “the creazy ones”, quelli che cambiano il mondo. Il messaggio suonava più o meno come: se usi Apple, sei uno di loro. Fu molto celebrata anche perché virava fortemente sulla personalità dei prodotti Apple e di Apple stessa, più che sull’efficienza e l’utilità dei dispositivi, dando il via a quel posizionamento identitario che ha poi permesso ad Apple di creare la propria “tribù” di utenti fedeli.
A cinquant’anni dalla sua fondazione, Apple utilizza quindi la rete dei propri store come piattaforma culturale oltre che commerciale. Non si differenzia molto dalla campagna Think Different, se ci pensiamo bene: all’epoca vennero utilizzati artisti e geni del passato, figure alle quali Apple aveva bisogno di affiancarsi per promuovere un’immagine di genialità che andava oltre i prodotti; oggi che Apple è riuscita a far sua quella immagine, è in grado di affiancarsi agli artisti contemporanei – musicisti, registi, creator, performer – rendendo fondamentalmente quella campagna una versione live più attuale.
L’articolo Cinquant’anni di Apple con eventi in tutto il mondo proviene da IlNewyorkese.





