Tra i contatti avviati durante la missione della Regione Liguria in Georgia ci sono quelli che potrebbero aiutare le startup liguri a trovare interlocutori e opportunità negli Stati Uniti. È uno degli aspetti su cui si sofferma Maria Nives Riggio, vice direttrice generale di FILSE S.p.A., nel suo bilancio degli incontri. Dopo le tappe tra Savannah e Atlanta, dedicate alla portualità, alla logistica e all’innovazione, il lavoro sarà dare seguito alle relazioni costruite con istituzioni, imprese e centri di ricerca americani.
«Gli incontri di questi tre giorni ci hanno fatto comprendere, toccando con mano, quante similitudini, quanti punti in comune hanno la Regione Liguria e lo Stato della Georgia, e la zona di Atlanta in particolare», spiega Riggio. «Ovviamente stiamo parlando di due dimensioni territoriali completamente diverse, ma entrambe caratterizzate da alcuni asset fondamentali: il sistema portuale da un lato e una forte, fortissima propensione all’innovazione».
Sono questi interessi comuni, secondo Riggio, a offrire una base per proseguire il confronto. Le collaborazioni a cui si lavora riguardano imprese di dimensioni diverse, con un’attenzione particolare a quelle nate attorno a nuove tecnologie e attività di ricerca. «Questo ha consentito di stabilire alcune relazioni con i principali stakeholder che abbiamo incontrato, per dar seguito nei prossimi mesi a collaborazioni concrete per le nostre imprese: sia per le corporate che per le piccole e medie imprese, ma anche e soprattutto per le nostre startup».
Una parte del lavoro della delegazione è stata dedicata a presentare agli interlocutori americani come nascono e si sviluppano i progetti innovativi in Liguria. «Siamo venuti qui raccontando quello che accade in Liguria, nel nostro ecosistema dell’innovazione», dice Riggio. Il racconto ha riguardato le startup e le nuove idee, «estremamente legate a quelli che sono i nostri centri di ricerca, i nostri poli di innovazione, i distretti tecnologici», e le opportunità che ne possono derivare «dal punto di vista degli scambi di innovazione e di business».
Per Riggio, a rendere incoraggiante il confronto è stato anche il modo in cui gli interlocutori di Atlanta collaborano tra loro e accolgono nuove imprese. È su questa disponibilità che si fonda la sua fiducia nella possibilità di sviluppare i rapporti avviati durante la missione.
«Siamo confidenti che questo accadrà. La sensazione che abbiamo avuto è stata quella che questo sistema di Atlanta sia molto accogliente, sia molto integrato, cooperativo», conclude. «E questo certamente renderà facile l’integrazione e le opportunità di business anche per le nostre imprese».
L’articolo La Liguria guarda ad Atlanta per le sue startup proviene da IlNewyorkese.





