Può essere il contenuto del vino, “spirit”, ma altresì quell’anima indomita e poliedrica che è Tony Sasa. Un uomo capace di sentire il vino, il territorio, la bellezza italica che gli scorre nelle vene, ma anche dotato di una visione internazionale: a 6 anni cucinava con la nonna e suonava la batteria e nel 1993 – 1999 si muoveva fra Genova e Chicago per fare ristorazione.
Cosa fa Tony? Qualcosa di unico. Lo scorso maggio a Cannes, per l’evento di beneficenza Better World Fund, ha riunito personalità di altissimo calibro. Fra cui il fondatore di U-Boat, Italo Fontana.
A Beverly Hills il 18 novembre, 300 ospiti parteciperanno all’asta di una Ferrari, assisteranno a uno spettacolo del Cirque du Soleil, degusteranno un vino straordinario della Tenuta Il Palagio e potranno avere in esclusiva le scarpe di un artigiano delle Marche, Marco Massetti, perfette per la guida e deliziose da vedere.
Tony è come il connettoma: unisce realtà italiane meravigliose al mondo, con predilezione per gli USA.
La sua conoscenza del vino è immensa, ma non solo: Tony è naturalmente incline a trovare artigiani e piccole aziende capaci di fare la differenza. Basti pensare che ha ricevuto l’onorificenza di Cavaliere del lavoro proprio per l’attività svolta dal 2001 al 2006, finalizzata a espandere gli orizzonti di piccole realtà artigiane in giro per il mondo.
20 anni di degustazioni
Fondamentali, nel percorso di Tony, sono stati i 20 anni di degustazioni accanto a giornalista Daniel Thomases, il quale assaggiava circa 3.000 vini l’anno.
Questa esperienza mi ha dato un’ampia visione del territorio. Le piccole cantine spesso non ce la fanno da sole
spiega Tony, che è recentemente entrato a far parte del board della Italic-Us Foundation.
Nel 2001, Tony Sasa apre la sua azienda, la cui mission è trovare importatori interessati ai prodotti di piccole e medie aziende di valore.
Mi chiedevano, ad esempio, una qualsiasi denominazione e io li indirizzavo ad aziende che poi avrebbero avuto continuità in quel mercato
Nel 2006, Tony –che nel suo peregrinare fra Est e Ovest del mondo ha una base fissa a Firenze– apre l’Enoteca Pontevecchio.
Dal 2009 inizia la collaborazione con La Tenuta Il Palagio, proprietà di Trudie Styler e Sting. Oggi Tony è il direttore commerciale di questa splendida azienda biologica con una ampia produzione di qualità che include vino, olio extra vergine, miele e altro.
In virtù di questa esperienza, Tony Sasa è stato ora coinvolto dalla Regione Marche per la promozione del territorio.
Quanti conoscono eccellenze come la Vernaccia di Serrapetrona? O il Rosso del Conero?”
Sound of Wine
Raccontare il territorio, la bellezza, i suoni, mentre si degusta, in una specie di sinestesia. Il progetto Sound of Wine, concepito da Tony Sasa, è spettacolare. E lui lo racconta con l’entusiasmo di chi lo sente già realizzato.
Immagina di avere in mano un bicchiere di Etna rosso nello stesso istante in cui parte il video, il piccolo cortometraggio che ti fa scorrere le pendici, passare da Randazzo e dopo pochi istanti parte la voce del soprano Mariam Battistelli e il ritmo del percussionista Trilok Gurtu.
Oppure andiamo a Manduria a raccontare il Primitivo, non attraverso le parole dell’enologo, o meglio, non solo: lo raccontiamo facendo leva sulle emozioni visive, auditive, gustative
Anche per la regione Marche –ma potrebbe accadere per ogni regione italiana – Tony ha in serbo lo stesso registro espressivo: un cortometraggio incentrato sulle vicende di coppie giovani, protagoniste di scene divertenti, come ad esempio quella di entrare nel ristorante di uno chef stellato e non capire nulla della carta dei vini.
Un po’ per sdrammatizzare la narrazione spesso eccessivamente seria, un po’ per coinvolgere il pubblico
Alla fine, però, a essere protagonista è sempre la bellezza.
L’articolo Tony Sasa, il mercante tra vino e suoni proviene da IlNewyorkese.





